Il Medioriente è in rivolta e, certamente, comunque vadano a finire i processi in atto, la geopolitica della regione subirà una mutazione non indifferente. Tunisia, Algeria, Yemen ed Egitto hanno già, più o meno radicalmente, mutato i loro regimi politici, mentre in Giordania e Siria sono state avviate una serie di riforme atte a prevenire le rivolte di massa (se a Damasco il processo pare riuscito, ad Amman ancora si vive nella paura). Il Mediterraneo, insomma, è in movimento e, più di tutti, è il caso egiziano che preoccupa gli osservatori.
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mercoledì 9 febbraio 2011
QUANTO PIACE LA RIVOLUZIONE EGIZIANA A TEHERAN?
di Daniel Arbib Tiberi
Il Medioriente è in rivolta e, certamente, comunque vadano a finire i processi in atto, la geopolitica della regione subirà una mutazione non indifferente. Tunisia, Algeria, Yemen ed Egitto hanno già, più o meno radicalmente, mutato i loro regimi politici, mentre in Giordania e Siria sono state avviate una serie di riforme atte a prevenire le rivolte di massa (se a Damasco il processo pare riuscito, ad Amman ancora si vive nella paura). Il Mediterraneo, insomma, è in movimento e, più di tutti, è il caso egiziano che preoccupa gli osservatori.
Il Medioriente è in rivolta e, certamente, comunque vadano a finire i processi in atto, la geopolitica della regione subirà una mutazione non indifferente. Tunisia, Algeria, Yemen ed Egitto hanno già, più o meno radicalmente, mutato i loro regimi politici, mentre in Giordania e Siria sono state avviate una serie di riforme atte a prevenire le rivolte di massa (se a Damasco il processo pare riuscito, ad Amman ancora si vive nella paura). Il Mediterraneo, insomma, è in movimento e, più di tutti, è il caso egiziano che preoccupa gli osservatori.
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