Gli Emirati Arabi Uniti (UAE) hanno deciso di agire diplomaticamente contro Israele, in seguito all’uccisione di Mahmoud al-Mabhoub, esponente di spicco di Hamas molto vicino al regime di Teheran. Da ora, infatti, per i cittadini israeliani in possesso di doppia nazionalità, sarà estremamente difficile entrate nell’Emirato. Come noto, Israele ed UAE, non hanno ufficialmente relazioni diplomatiche, ma numerosi uomini d'affari israeliani, con il beneplacito della ricca monarchia del Golfo, arrivano quotidianamente a Dubai per concludere accordi di notevole rilevanza economica.
Visualizzazione post con etichetta Daniel Arbib Tiberi. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Daniel Arbib Tiberi. Mostra tutti i post
giovedì 4 marzo 2010
DUBAI E LE "CARATTERISTICHE FISICHE" DEGLI ISRAELIANI...
di Daniel Arbib Tiberi
Gli Emirati Arabi Uniti (UAE) hanno deciso di agire diplomaticamente contro Israele, in seguito all’uccisione di Mahmoud al-Mabhoub, esponente di spicco di Hamas molto vicino al regime di Teheran. Da ora, infatti, per i cittadini israeliani in possesso di doppia nazionalità, sarà estremamente difficile entrate nell’Emirato. Come noto, Israele ed UAE, non hanno ufficialmente relazioni diplomatiche, ma numerosi uomini d'affari israeliani, con il beneplacito della ricca monarchia del Golfo, arrivano quotidianamente a Dubai per concludere accordi di notevole rilevanza economica.
Gli Emirati Arabi Uniti (UAE) hanno deciso di agire diplomaticamente contro Israele, in seguito all’uccisione di Mahmoud al-Mabhoub, esponente di spicco di Hamas molto vicino al regime di Teheran. Da ora, infatti, per i cittadini israeliani in possesso di doppia nazionalità, sarà estremamente difficile entrate nell’Emirato. Come noto, Israele ed UAE, non hanno ufficialmente relazioni diplomatiche, ma numerosi uomini d'affari israeliani, con il beneplacito della ricca monarchia del Golfo, arrivano quotidianamente a Dubai per concludere accordi di notevole rilevanza economica. giovedì 18 febbraio 2010
IL DOPO ZAPATERO: IL PP TORNERA' ALLA CORTE DI ALBERTO RUIZ-GALLADON?
di Daniel Arbib Tiberi
Come ormai noto, la Spagna vive un momento di grave crisi economica. I recenti dati non lasciano spazio alle interpretazioni: la disoccupazione ha raggiunto il 20% (vanno in fumo 4000 posti di lavoro al giorno), il deficit è all’11,4%, il pil è sceso nel solo 2009 di 2,5 punti percentuali e l’indebitamento delle famiglie spagnole è uno dei più alti in Europa (oltre il 120% del reddito)...
Come ormai noto, la Spagna vive un momento di grave crisi economica. I recenti dati non lasciano spazio alle interpretazioni: la disoccupazione ha raggiunto il 20% (vanno in fumo 4000 posti di lavoro al giorno), il deficit è all’11,4%, il pil è sceso nel solo 2009 di 2,5 punti percentuali e l’indebitamento delle famiglie spagnole è uno dei più alti in Europa (oltre il 120% del reddito)...martedì 24 novembre 2009
ISRAELE/IRAN: QUANDO LE NOTIZIE SI LEGANO
Di Daniel Arbib Tiberi
Di indovini qui non ce ne sono e, purtroppo/fortuna, non è possibile davvero prevedere il futuro. Che qualcosa si stia muovendo però tra Israele e Iran, almeno provando ad interpretare le notizie che arrivano dalla regione, sembra certo. In questo caso, sono due le questioni che lasciano pensare.
La prima è la notizia, diffusa dal Ministero della Difesa israeliano, della distribuzione a breve (il prossimo mese) di maschere antigas di ultimo modello ad ogni famiglia israeliana ad un prezzo pro-forma di 20 Shekel (la moneta locale, circa cinque euro). Le maschere, secondo quanto è dato sapere, verranno consegnate porta a porta da un incaricato che ne spiegherà il funzionamento.
Purtroppo per Israele questa pratica sembra ormai diventata una consuetudine: già durante la Prima Guerra del Golfo infatti, la popolazione dovette indossare le maschere antigas quando, nel tentativo di allargare il conflitto, Saddam Hussein lanciò due missili che finirono vicino a Tel Aviv (i missili non colpirono la città solamente perché, allungandone la gittata, il dittatore iracheno ne aveva diminuito la precisione).
La seconda notizia è la recente esercitazione militare dell’esercito iraniano. Secondo quanto reso noto dalle autorità locali, l’esercitazione avrà una durata di cinque giorni e intenderebbe dimostrare le capacità di Teheran di difendere le proprie installazioni nucleari, soprattutto contro eventuali raid aerei. Secondo quanto ha detto il Generale iraniano Ahmad Mighani, nell’esercitazione saranno coinvolte tutte le unità militari e paramilitari, Guardiani della Rivoluzione e milizie Basiji compresi.
Ovviamente è assolutamente possibile che la notizia della distribuzione delle maschere antigas e quella dell’esercitazione militare iraniana, siano solo marginalmente collegate: può essere benissimo, infatti, che la scelta del Ministero della Difesa israeliano sia unicamente ricollegata ad Hamas ed Hezbollah e che le operazioni militari iraniane rientrino nella semplice pratica di “mostrare i muscoli”.
E’ possibile però, allo stesso tempo, che ci sia nell’aria un sentore di escalation degli avvenimenti e che Israele voglia proteggersi sia contro Hamas ed Hezbollah (eventuali punte avanzate di un possibile attacco iraniano) e contro i missili di Teheran. Allo stesso modo è possibile che Teheran veda come imminente un attacco aereo israeliano e che, a questa percezione, contribuisca anche la recente esercitazione congiunta israelo-americana denominata “Juniper Cobra”. La “Juniper Cobra” ha visto più di un migliaio di soldati americani – di stanza in Germania - impegnati in Israele per testare il nuovo sistema di difesa anti-missile che l’amministrazione Obama intenderebbe installare contro la minaccia iraniana. L’esercitazione, terminata il 3 novembre scorso, ha simulato un attacco missilistico iraniano, combinato al lancio di missili a corto raggio da Siria e Libano. Come eventuale risposta è stato testato il sistema anti-missile israeliano Arrow II e gli intercettori di fabbricazione americana THAAD (un sistema venduto recentemente dagli USA anche agli Emirati Arabi Uniti), i missili anti-aerei Patrioct PAC-3 e i nuovi sistemi di combattimento navale “Aegis” (gli Stati Uniti stanno pensando di mantenere tre unità navali nelle acque di Romani, Italia orientale e Polonia).
Come detto, il futuro non è dato conoscerlo, ma collegare tra loro fatti solo apparentemente distanti può risultare comunque un interessante esercizio, nella speranza che tutto rimanga solamente un grande bluff.
Di indovini qui non ce ne sono e, purtroppo/fortuna, non è possibile davvero prevedere il futuro. Che qualcosa si stia muovendo però tra Israele e Iran, almeno provando ad interpretare le notizie che arrivano dalla regione, sembra certo. In questo caso, sono due le questioni che lasciano pensare.La prima è la notizia, diffusa dal Ministero della Difesa israeliano, della distribuzione a breve (il prossimo mese) di maschere antigas di ultimo modello ad ogni famiglia israeliana ad un prezzo pro-forma di 20 Shekel (la moneta locale, circa cinque euro). Le maschere, secondo quanto è dato sapere, verranno consegnate porta a porta da un incaricato che ne spiegherà il funzionamento.
Purtroppo per Israele questa pratica sembra ormai diventata una consuetudine: già durante la Prima Guerra del Golfo infatti, la popolazione dovette indossare le maschere antigas quando, nel tentativo di allargare il conflitto, Saddam Hussein lanciò due missili che finirono vicino a Tel Aviv (i missili non colpirono la città solamente perché, allungandone la gittata, il dittatore iracheno ne aveva diminuito la precisione).
La seconda notizia è la recente esercitazione militare dell’esercito iraniano. Secondo quanto reso noto dalle autorità locali, l’esercitazione avrà una durata di cinque giorni e intenderebbe dimostrare le capacità di Teheran di difendere le proprie installazioni nucleari, soprattutto contro eventuali raid aerei. Secondo quanto ha detto il Generale iraniano Ahmad Mighani, nell’esercitazione saranno coinvolte tutte le unità militari e paramilitari, Guardiani della Rivoluzione e milizie Basiji compresi.
Ovviamente è assolutamente possibile che la notizia della distribuzione delle maschere antigas e quella dell’esercitazione militare iraniana, siano solo marginalmente collegate: può essere benissimo, infatti, che la scelta del Ministero della Difesa israeliano sia unicamente ricollegata ad Hamas ed Hezbollah e che le operazioni militari iraniane rientrino nella semplice pratica di “mostrare i muscoli”.
E’ possibile però, allo stesso tempo, che ci sia nell’aria un sentore di escalation degli avvenimenti e che Israele voglia proteggersi sia contro Hamas ed Hezbollah (eventuali punte avanzate di un possibile attacco iraniano) e contro i missili di Teheran. Allo stesso modo è possibile che Teheran veda come imminente un attacco aereo israeliano e che, a questa percezione, contribuisca anche la recente esercitazione congiunta israelo-americana denominata “Juniper Cobra”. La “Juniper Cobra” ha visto più di un migliaio di soldati americani – di stanza in Germania - impegnati in Israele per testare il nuovo sistema di difesa anti-missile che l’amministrazione Obama intenderebbe installare contro la minaccia iraniana. L’esercitazione, terminata il 3 novembre scorso, ha simulato un attacco missilistico iraniano, combinato al lancio di missili a corto raggio da Siria e Libano. Come eventuale risposta è stato testato il sistema anti-missile israeliano Arrow II e gli intercettori di fabbricazione americana THAAD (un sistema venduto recentemente dagli USA anche agli Emirati Arabi Uniti), i missili anti-aerei Patrioct PAC-3 e i nuovi sistemi di combattimento navale “Aegis” (gli Stati Uniti stanno pensando di mantenere tre unità navali nelle acque di Romani, Italia orientale e Polonia).
Come detto, il futuro non è dato conoscerlo, ma collegare tra loro fatti solo apparentemente distanti può risultare comunque un interessante esercizio, nella speranza che tutto rimanga solamente un grande bluff.
lunedì 16 novembre 2009
IL VIAGGIO DI PERES IN BRASILE TRA PROTESTE E CONTRATTI MILIONARI
Di Daniel Arbib Tiberi
Si sta svolgendo in questi giorni il viaggio di Shimon Peres, il Presidente della Repubblica israeliano, in Brasile.
Durante questo viaggio, la notizia principale che è stata riportata dai giornali è stata la necessità di aumentare la scorta al Presidente, in considerazione delle minacce di una minoranza di persone di origine palestinese e libanese, che hanno accolto il Premio Nobel per la Pace a suon di svastiche e di insulti.
C’è però un’altra notizia importante che pochi giornali hanno diffuso. Il Brasile di Lula, lo stesso che accoglie in pompa magna il Presidente iraniano Ahmadinejad e difende a spada tratta il Presidente venezuelano Chavez, pare abbia firmato un contratto del valore di 350 milioni di dollari, per acquistare deidroni (aerei spia senza pilota) da Gerusalemme.
Secondo il quotidiano israeliano Haaretz, l’accordo sarebbe stato già firmato e si realizzerebbe in due fasi: 1- la prima fase, realizzata in un anno, vedrebbe il trasferimento di tre UAV (Unmanned Aerial Vehicles), con relativa attrezzatura, inculsa una stazione base e un sistema di controllo; 2- la seconda invece comporterebbe l’acquisto di altri 11 velivoli da parte del Brasile.
Il Brasile intenderebbe usare questi apparecchi per monitorare i suoi oltre 60.000 Km di confine, allo scopo di aumentare la sicurezza interna soprattutto in vista dei Mondiali di calcio del 2014 e delle Olimpiadi di Rio de Janeiro del 2016.
La Israel Aerospace Industry (IAI), ha concluso con successo circa tre mesi fa, un test del Heron UAV, il drone destinato alla Polizia Federale Brasiliana per la lotta al traffico di droga e per la salvaguardia delle risorse naturali.
Si sta svolgendo in questi giorni il viaggio di Shimon Peres, il Presidente della Repubblica israeliano, in Brasile.
Durante questo viaggio, la notizia principale che è stata riportata dai giornali è stata la necessità di aumentare la scorta al Presidente, in considerazione delle minacce di una minoranza di persone di origine palestinese e libanese, che hanno accolto il Premio Nobel per la Pace a suon di svastiche e di insulti.
C’è però un’altra notizia importante che pochi giornali hanno diffuso. Il Brasile di Lula, lo stesso che accoglie in pompa magna il Presidente iraniano Ahmadinejad e difende a spada tratta il Presidente venezuelano Chavez, pare abbia firmato un contratto del valore di 350 milioni di dollari, per acquistare deidroni (aerei spia senza pilota) da Gerusalemme.
Secondo il quotidiano israeliano Haaretz, l’accordo sarebbe stato già firmato e si realizzerebbe in due fasi: 1- la prima fase, realizzata in un anno, vedrebbe il trasferimento di tre UAV (Unmanned Aerial Vehicles), con relativa attrezzatura, inculsa una stazione base e un sistema di controllo; 2- la seconda invece comporterebbe l’acquisto di altri 11 velivoli da parte del Brasile.
Il Brasile intenderebbe usare questi apparecchi per monitorare i suoi oltre 60.000 Km di confine, allo scopo di aumentare la sicurezza interna soprattutto in vista dei Mondiali di calcio del 2014 e delle Olimpiadi di Rio de Janeiro del 2016.
La Israel Aerospace Industry (IAI), ha concluso con successo circa tre mesi fa, un test del Heron UAV, il drone destinato alla Polizia Federale Brasiliana per la lotta al traffico di droga e per la salvaguardia delle risorse naturali.
Iscriviti a:
Post (Atom)