Il 23 novembre, alle ore 2.30 del mattino, l’artiglieria di Pyongyang ha attaccato l’isola Yeonpyeongo, distante solo 12 chilometri dalla Repubblica comunista ma appartenente a Seoul. I colpi, centinaia, hanno costretto gli abitanti della zona a fuggire, hanno incendiato case e, purtroppo, hanno causato due vittime (due giovani marines sudcoreani). La Corea del Sud, da parte sua, ha immediatamente risposto al fuoco, attaccando il Nord con caccia F-35, sparando circa 80 colpi.
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martedì 23 novembre 2010
COREA DEL NORD E DEL SUD ALLO SCONTRO. LE DUE POSSIBILI MOTIVAZIONI
di Daniel Arbib Tiberi
Il 23 novembre, alle ore 2.30 del mattino, l’artiglieria di Pyongyang ha attaccato l’isola Yeonpyeongo, distante solo 12 chilometri dalla Repubblica comunista ma appartenente a Seoul. I colpi, centinaia, hanno costretto gli abitanti della zona a fuggire, hanno incendiato case e, purtroppo, hanno causato due vittime (due giovani marines sudcoreani). La Corea del Sud, da parte sua, ha immediatamente risposto al fuoco, attaccando il Nord con caccia F-35, sparando circa 80 colpi.
Il 23 novembre, alle ore 2.30 del mattino, l’artiglieria di Pyongyang ha attaccato l’isola Yeonpyeongo, distante solo 12 chilometri dalla Repubblica comunista ma appartenente a Seoul. I colpi, centinaia, hanno costretto gli abitanti della zona a fuggire, hanno incendiato case e, purtroppo, hanno causato due vittime (due giovani marines sudcoreani). La Corea del Sud, da parte sua, ha immediatamente risposto al fuoco, attaccando il Nord con caccia F-35, sparando circa 80 colpi.
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